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Opendot e il Design for Huntington

Giovedì 29 giugno inaugura presso La Triennale di Milano la mostra “Secondo nome: Huntington” tappa del progetto Huntington & Design avviato nel corso degli HDAYS16 e che ha coinvolto nel racconto della malattia e nella ricerca di soluzioni innovative, scuole prestigiose e atenei di settore.

Opendot è parte della rete che ha visto designer e Fab Lab collaborare per generare una contaminazione creativa tra saperi e saper fare. Partendo dalle necessità dei malati e dei loro familiari, 12 designer hanno progettato oggetti belli e funzionali, capaci di conservare e raccontare una storia attraverso la forma. I Fab Lab milanesi coinvolto hanno conciliato manifattura e innovazione mettendo a disposizione il know-how e le macchine per la realizzazione dei prototipi. Una connessione reale e unica tra persone, bisogni e idee, in un’ottica di Design for All.

 

/ EXOSKELETON
Il progetto di Damiano Alberti realizzato da Opendot e Mattia Ciurnelli

Quando la malattia inizia ad aggravarsi e la persona perde il controllo motorio serve un aiuto ed un sostegno al corpo. Da qui l’idea di una struttura atta a sorreggere, incanalare, controllare e supportare l’attività motoria in cui il paziente può - e vuole - essere ancora, indipendente. Si tratta di un “secondo scheletro” letteralmente da indossare e che, grazie a dei micromotori elettrici alimentati da una batteria, sostiene il corpo e ne aiuta i movimenti.

Questa tecnologia, sviluppata per uso militare per permettere di sopportare la fatica, è usata anche in ambito medicale ad esempio per riabilitazioni motorie con gravi compromissioni nell’uso delle gambe.

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21/06/2017

01/09/2017