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OpenDot e il Design for Huntington

La mostra “Secondo nome: Huntington” fa parte del progetto Huntington & Design  e ha coinvolto designer, scuole e università nel racconto della malattia e nella ricerca di soluzioni innovative.

OpenDot è parte della rete che ha visto designer e Fab Lab collaborare per generare una contaminazione creativa tra saperi e saper fare. Partendo dalle necessità dei malati e dei loro familiari, 12 designer hanno progettato oggetti belli e funzionali, capaci di conservare e raccontare una storia attraverso la forma. I Fab Lab milanesi coinvolto hanno conciliato manifattura e innovazione mettendo a disposizione il know-how e le macchine per la realizzazione dei prototipi. Una connessione reale e unica tra persone, bisogni e idee, in un’ottica di Design for All.

"Secondo nome: Huntington" è stata in mostra:

  • Alla Triennale di Milano dal 29 giugno al 30 luglio 2017
  • Al Collegio Cairoli dell'università di Pavia dal 14 novembre  al 2 dicembre 2017
 

/ EXOSKELETON

Il progetto di Damiano Alberti realizzato da Opendot e Mattia Ciurnelli

Quando la malattia inizia ad aggravarsi e la persona perde il controllo motorio serve un aiuto ed un sostegno al corpo. Da qui l’idea di una struttura atta a sorreggere, incanalare, controllare e supportare l’attività motoria in cui il paziente può - e vuole - essere ancora, indipendente. Si tratta di un “secondo scheletro” letteralmente da indossare e che, grazie a dei micromotori elettrici alimentati da una batteria, sostiene il corpo e ne aiuta i movimenti.

Questa tecnologia, sviluppata per uso militare per permettere di sopportare la fatica, è usata anche in ambito medicale ad esempio per riabilitazioni motorie con gravi compromissioni nell’uso delle gambe.

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21/06/2017

30/06/2017