Manifesto del co-design per la salute e la cura


Metodo sviluppato a partire dal 2015 con Fondazione TOG e altre realtà del mondo healthcare


Autore

OpenDot

Data

2019

File scaricabili

Manifesto del co-design per l'healthcare
Dal 2015 OpenDot, in seguito a un workshop con Fondazione TOG – Together to Go, ha iniziato a comprendere quanto il design attraverso la tecnologia possa diventare un facilitatore di processi per il mondo della disabilità. Con un design human-centered verticalizzato sull’ambito healthcare, grazie alla fabbricazione digitale e alla prototipazione rapida, è possibile costruire pezzi unici, progettati per la persona e a prezzi accessibili. E anche belli, fattore non scontato.

Oggi, dopo una serie di collaborazioni con associazioni di pazienti, medici e aziende del settore sanitario, vogliamo sintetizzare il nostro metodo di co-design in un Manifesto. Perché per innovare l’healthcare c’è bisogno di trovare insieme soluzioni che riguardano la vita di tutti.



Manifesto del co-design per la salute e la cura

La cura e la salute oggi hanno a disposizione tecnologie e metodologie che potrebbero trasformarle definitivamente, migliorando la qualità di vita di milioni di persone con disabilità fisiche o cognitive, temporanee o permanenti.

Sono nuovi strumenti che consentono di adattare, personalizzare o addirittura realizzare ex-novo soluzioni più efficaci. Siamo ad un passo dal poter prenderci cura di ognuno, come persona, con gusti e necessità uniche, non solo come paziente di una patologia.

Per far questo serve il contributo di figure diverse che collaborino insieme, come designer, maker, terapisti, medici e naturalmente persone con disabilità e i loro caregiver. Il metodo per sviluppare queste soluzioni è il co-design, che OpenDot, forte dell’esperienza maturata con Fondazione TOG, applica da diversi anni al mondo della salute e della cura. Un metodo in grado di abilitare e facilitare i processi, stimolare la creatività per creare soluzioni nuove e migliorare la vita delle persone generando innovazione.

Siamo tutti diversi, e allora perché prendersi cura di tutti allo stesso modo?



1
ASCOLTARE E OSSERVARE

Co-progettare significa creare uno spazio dove tutte le opinioni, competenze ed esperienze contano e servono, significa mettere in atto un processo basato sull’ascolto.

2
INSEGNARE E IMPARARE

Siamo tutti esperti in qualcosa e la formazione reciproca è fondamentale: medici, progettisti e persone con disabilità, esperti della loro condizione, condividono conoscenze e competenze, incrociandole.

3
PARLARE LA STESSA LINGUA

Per abbattere il muro di inglesismi e tecnicismi dei registri settoriali a favore di un linguaggio comune comprensibile da tutti.

4
CONDIVIDERE IL BISOGNO REALE

L’obiettivo è risolvere una necessità reale, piccola o grande non ha importanza, ciò che conta è concentrarsi sul perché, il come viene dopo.

5
PENSARE E PROGETTARE INSIEME

Momenti di condivisione, scambio e progettazione collettiva guidano il gruppo verso l’idea finale, stimolando la creatività di tutti nel pensare a soluzioni nuove e innovative in grado di rispondere alle necessità reali.

6
MATERIALIZZARE L’IDEA

La produzione di un primo prototipo grazie a software, tecnologie di fabbricazione digitale e prototipazione rapida, permette di toccare, esplorare, testare l’idea. E, non in ultimo, personalizzarla.

7
PROTOTIPARE, PROTOTIPARE

La fase di prototipazione è un processo a spirale e i progetti migliorano con l’aumentare delle versioni, a fronte di un confronto costante su come perfezionare l’oggetto.

8
REPLICARE, SCALARE, CONDIVIDERE

Un oggetto ben progettato sul singolo può essere utile e replicato per rispondere anche alle esigenze di altri. Qui entra in gioco il valore e la filosofia dell’open source: condividere il processo e la soluzione finale è un modo per arricchire il progetto e ampliarne l’impatto sociale.

Scarica il Manifesto del co-design per l’healthcare