tTNI – Translaryngeal Tracheostomy Needle Introducer

tTNI è un dispositivo medico che mira a semplificare l’inserimento dell’ago durante la tracheostomia translaringea secondo Fantoni, ridurre le complicazioni per i pazienti ed azzerare i possibili danni alle attrezzature (in particolare alle ottiche endoscopiche), all’interno dell’attività quotidiana di terapia intensiva.

L’intuizione di brevettare un oggetto simile è nata più di quattro anni fa, ma senza strumenti accessibili, rapidi, semplici ed economici per prototiparla, non si è mai evoluta in un progetto.

Oggi invece l’idea del Dott. Alessandro Terrani si è concretizzata in un brevetto (patent pending) dopo una fase di co-progettazione e prototipazione in OpenDot, in cui le successive evoluzioni del device sono state testate su appositi manichini, seguita da una fase di sperimentazione su cadavere finanziata dall’Università di Milano Bicocca.

Questo progetto spiega il potenziale del Fab Lab come luogo di sperimentazione e produzione di innovazioni. Quello che anni fa non è stato possibile si è oggi concretizzato grazie alla prototipazione agile e alla produzione real-time dei pezzi necessari, accelerando le fasi di sviluppo. 

tTNI è un esempio concreto di come Fab Lab e ambienti ospedalieri possano collaborare per facilitare la messa a terra delle intuizioni e la loro conversione in progetti concreti, di ricerca, brevetti o futuri prodotti medicali, favorendo la diffusione di una mentalità collaborativa, digitale e creativa.  Il dispositivo è stato progettato nelle sue parti utilizzando il software per la modellazione tridimensionale Rhinoceros ed è composto da un tubo endotracheale rigido, da un braccio in plexiglass tagliato con la laser cutter e dei supporti realizzati in PLA con la stampante 3D.

tTNI è stato ideato dal Dott.Alessandro Terrani, supportato nella fasi di sviluppo e sperimentazione dai Prof.ri Giuseppe Foti e Giacomo Bellani dell’Università di Milano Bicocca e dalla Dott.ssa Caterina Valcarenghi (specializzanda Università di Milano).
La sperimentazione su cadavere è stata realizzata in Canada, in collaborazione con il Prof. Emmanuel Charbonney, il Prof. Paul Ouellet ed il Dott. Patrice Gosselin.

  Per approfondire, leggi l’articolo completo su Intensive care medicine experimental”.

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