Eduframe


Experiential Learning System, un sistema di training psicomotorio di 8 pannelli


Autore

OpenDot, Fondazione Montessori, Associazionediidee, Ruggero Poi

Data

2016 - Oggi

Tools Utilizzati

ShopBot

File scaricabili

OpenDot_Eduframe_2020
Eduframe – experiential learning system è un sistema di training psicomotorio – co-progettato da OpenDot in collaborazione con Ruggero Poi, vice-presidente di Fondazione Montessori e Associazionedidee – composto da pannelli in legno naturale pensati per essere collocati nelle strutture per l’infanzia e nei centri per anziani.

Si tratta di meccanismi esperienziali combinabili e personalizzabili per attrarre l’attenzione, dove azioni semplici e ripetute generano nell’utente una riflessione rispetto al movimento esercitato, veicolando lo sviluppo di psicomotricità, coordinazione e senso.

La serie completa, progettata e prototipata in OpenDot, è composta da otto pannelli il cui scopo è quello di isolare una qualità evidente del materiale (suono, colore, dimensione ecc.) ed essere in grado di dialogare con bambini, anziani e disabili in luoghi di passaggio, come per esempio i corridoi di scuole, ospedali, ospizi.


Eduframe è composto da 8 modelli: Paths, Buttons, Lock/Unlock, Gears, Target, Tactile, Zips, Tuners.

E’ stato inoltre progettato un ulteriore pannello dotato di bottoni sonori interattivi grazie ai quali il terapista può registrare sequenze audio o particolari sessioni per proporre attività terapeutiche ad hoc, quali il memory sonoro con attivazione tattile per rafforzare la memoria, e la personalizzazione dei bottoni attraverso grafiche interscambiabili per migliorare la concentrazione e favorire le associazioni oculo-auditive.

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M<>A – Montessori incontra Alzheimer è un progetto di social innovation che unisce due mondi apparentemente distanti – il metodo educativo di Maria Montessori e la demenza degenerativa descritta da Alois Alzheimer – per sperimentare nuove tecniche finalizzate a ritardare la degenerazione psico-fisica, garantire il benessere, tutelare la dignità e aumentare la qualità della vita.

Quali sono dunque le ragioni che spingono a collocare lo sviluppo di un progetto di questo tipo all’interno di un laboratorio di invenzione, prototipazione e ricerca informale come un Fab Lab?

Progettare allo stesso tavolo permette a educatori e designer di sperimentare nuovi oggetti e nuovi arredi che rispondono in modo più puntuale ai bisogni delle persone. In altre parole, potremmo dire che, grazie a questa unione, emerge un design che “veste” le esigenze personali a tutte le età, un design che si fa abito, per abitare meglio i contesti.

In questo senso il Fab Lab è il luogo dove oggi questa progettazione si può concretizzare, dove l’implementazione delle tecniche può essere facilmente corretta e modificata, per aumentarne l’efficacia in modo da garantire una sperimentazione a basso costo. L’accesso alle nuove tecnologie di progettazione per la fabbricazione digitale e la condivisione del know-how sul design dell’interazione, sono gli elementi che chiudono il cerchio di una sperimentazione in grado di facilitare la diffusione di nuovi materiali educativo-riabilitativi utili per bambini, anziani, disabili.


/ About

Tre degli otto pannelli si trovano presso la casa di cura O.A.S.I di Biella e nella Sala d’attesa Montessoriana del reparto Geriatria dell’Ospedale di Biella.
A gennaio 2020 tre pannelli sono stati installati presso le residenze per anziani Villa Ranuzzi e Villa Serena di Bologna, per persone con maggiori manifestazioni psicocomportamentali e demenza di vario grado.
A luglio 2020 nuovi pannelli sono stati installati presso l’Ospedale Isola del Cantone in Liguria, un contesto con vincoli di spazio stringenti, per cui si è proposta una versione a trittico che integra all’interno dello stesso pannello una serie di esperienze diverse.
A dicembre 2020 Eduframe è finalista nel contest MAKEtoCARE promosso da Sanofi.

M<>A – Montessori incontra Alzheimer, è un progetto di ricerca che vuole sperimentare l’applicazione del materiale e delle tecniche montessoriane in pazienti affetti dal morbo di Alzheimer per valutarne efficacia, difetti, e possibili evoluzioni della tecnica.