La borsa magica di Nini


Riabilitazione “a portata di mano” per il Centro COALA dell’Ospedale Buzzi


Autore

OpenDot + Centro COALA

Committente

Centro COALA - Ospedale Buzzi

Data

2021

La borsa magica di Nini è una palestra riabilitativa portatile prodotta interamente nel Fab Lab OpenDot sulle esigenze del Centro COALA per bambini dai 6 mesi ai 12 anni dell’Ospedale dei bambini di Milano Buzzi.
Un sistema su ruote, facile da trasportare e dotato di componenti semplici da montare, regolabili, lavabili e igienizzabili. Una soluzione adeguata e confortevole che soddisfa esercizi per tre posture: sdraiato, seduto, in piedi.
Grazie ad un percorso di co-progettazione tra i designer di OpenDot e i terapisti del Centro COALA è nata l’idea di sviluppare uno strumento riabilitativo portatile dedicato alle persone che necessitano di terapie neuro-psicomotorie.

Il contesto pandemico, infatti ha aggravato la situazione limitando la possibilità di spostamenti. Ma ha anche rafforzato la necessità di progettare uno strumento che potesse favorire la riabilitazione dei bambini del centro. Co-design e fabbricazione digitale si dimostrano ancora una volta gli ingredienti chiave per innovare il mondo della cura.
La sfida progettuale è stata proprio quella di unire tutte le funzioni necessarie in un oggetto che fosse versatile e facile da trasportare anche solo da una persona. L’idea è stata quella di ricreare una “palestra portatile pop-up”, che si apre e chiude, accessoriata di un tavolino telescopico pieghevole per il supporto di tablet, una struttura per giochi cognitivi, cuscini modulari e una seduta regolabile e contenitiva.
La risposta alla domanda di come avvicinare la terapia motoria alle persone, non sta tanto nella soluzione finale, la chiave dell’innovazione risiede infatti nel processo di co-progettazione, perchè, come spesso succede nell’ambito della salute e della cura, il mercato non soddisfa tutti i bisogni, e troppo spesso i costi sono proibitivi.

Il progetto è stato realizzato grazie alla nuova collaborazione strategica con OpenDot e al supporto economico di Uberto Fugazza e dell’Associazione Italiana Sindrome di Alexander Più unici che rari.